TERMOLI CONQUISTA IL TITOLO REGIONALE UNDER 16.
Domenica 6 maggio 2018, palestra scuola O. Bernacchia di Contrada Difesa Grande, a Termoli, nella finalissima:
Termoli Pallavolo batte Pallavolo Agnone 3-0 (25-15 / 25-12 / 25-19)
TERMOLI CAMPIONE DEL MOLISE, LA COPPA È DELLA SQUADRA DI ALFREDO MOTTOLA!

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La Termoli Pallavolo, dopo aver superato agevolmente Venafro nella semifinale mattutina, ha battuto nella finalissima la Pallavolo Agnone che aveva a sua volta eliminata una Effe Sport Isernia che dopo i primi due set sembrava del tutto in partita ma che poi ha perso il filo del gioco, impattando e chiudendo malissimo terzo e quarto set, naturalmente con la ‘complicità’ delle avversarie.
L’ultimo atto è stato dominato dalle termolesi più di quanto dicano i punteggi dei tre set, dei quali solo il terzo è stato in discussione fino al punto numero 19 delle altomolisane, alle quali va l’applauso per la grande determinazione messa in campo, dopo di che solo e soltanto Termoli.
Bravissime le ragazze, grande emozione e titolo più che meritato, sotto la guida sicura e autorevole di Alfredo Mottola.
Partiamo proprio da lui, dall’allenatore delle squadre femminili, per poi lasciare il meritato spazio alle atlete.
La stagione 2017 / 2018 parla chiaro: sesto posto nella C interregionale femminile, con la neopromossa piazzata subito dopo le grandi; finale regionale con la Under 14 sconfitta da Pescolanciano in una serata a dir poco stranissima; titolo regionale con la Under 16. Attenzione, non è finita qui perché domenica prossima si passa alla Under 18, con la Final four che si disputerà a Isernia.
Ecco cosa ha detto dopo la bellissima vittoria:
‘Questo gruppo aveva come obiettivo il titolo regionale ed è riuscito a conquistarlo. Abbiamo giocato un discreto campionato con alti e bassi, con una la squadra sempre in rivoluzione e che pian piano ha costruito la sua identità, con due ruoli importanti come il libero e l’alzatrice classe 2004.
Molte di loro la prossima stagione potranno difendere il titolo. È un gruppo di prospettiva ma necessita di un lavoro particolare in palestra. Sono contento per le ragazze: vederle piangere di gioia ti lascia quel quid in più nel tuo percorso di allenatore. Ora prima di Bologna (la città che ospiterà le finali nazionali, ndr), pensiamo alle final four under 18.’
Ha ragione da vendere Mottola, che in poche righe ha riassunto tutto sé stesso: si può e deve fare sempre di più. Ha ragione perché anche in una finale che è stata vinta quasi ‘in carrozza’ una decina di movimenti sul filo ricezione – alzata – conclusione sono stati molto approssimativi e lui si è fatto immancabilmente sentire a dovere. Ha ragione sul discorso del lavoro in palestra e sulla necessità di allenarsi più spesso, impresa difficile vista la situazione delle strutture sportive in città. Trasmette emozione quando descrive quelle lacrime di gioia e la grande gratificazione che gli hanno regalato. Anche in questa occasione lui è stato arcigno, sempre attento, deciso e ‘severo’ quando necessario, come il suo ruolo impone se interpretato con alta professionalità. Il tutto applicato alla solita ineccepibile lettura della gara, con un paio di interventi sulla strategia tattica davvero perfetti.
Passiamo ora alle nostre campionesse regionali che meritano tutte un grande applauso.
Loro, le giovani promesse, davanti ad una Agnone assai ringhiante e supportata da tanti genitori e tifosi accorsi in Difesa Grande, hanno messo in campo concentrazione, intelligenza e tenacia, innestate su una voglia di vincere che si poteva tagliare con il coltello. L’apporto di tutte coloro che sono entrate in campo è stato ben positivo ma si può e deve dire qualcosa di più per alcune individualità.
Iniziamo da Michela Ciuffreda. La quattordicenne alzatrice era reduce dalla scottatura provocata dall’esito della finale Under 14, persa contro Pescolanciano per via di una combinazione di cause ancora oggi difficile da capire ed accettare. Ha elaborato nel migliore dei modi quella delusione giocando una gara fatta di tranquillità, buona precisione e di capacità di fare da punto di riferimento. Si è concessa qualche sbavatura che però è naturale per la sua età. Formidabile il “filotto” alla battuta che ha chiuso, anzi letteralmente assassinato, il secondo set. Come direbbe Andrea Lucchetta: ha ”instagrammate” le avversarie.
La serata di Sara Biraschi può essere riassunta con un solo termine: martello. Le ragazze di Agnone hanno visto arrivare le schiacciate della numero otto da qualsiasi parte. Posto 2, 4 o zona centrale poco importava. Determinante, anche grazie alla già elogiata regista.
Ilenia Saetta ha giocato una gara di grande intelligenza, pensando su ogni palla e mostrando segnali di una importante crescita caratteriale. Ha contribuito all’azione d’attacco così come al muro ed alla difesa.
Per il libero classe 2004 Ludovica Berchicci vale il discorso fatto per Ciuffreda: ottima in un ruolo così difficile e baluardo per le compagne.
Roberta Vaccaro, schiacciatrice in recupero di condizione dopo un periodo di appannamento, ha messo a segno diversi punti in momenti cruciali, in particolare nel terzo set quando le agnonesi erano passate a condurre arrivando a quota 19. Presente soprattutto nei frangenti complicati.
La lunga centrale Annamaria Berardi ha giocato con impressionante tranquillità e regolarità, con buona cifra di gioco in quel ruolo: una alternativa importante.
Le altre, come detto, hanno tutte fatta la propria parte e dunque ecco l’elenco completo: le classe 2002 Vaccaro Roberta, Saetta Ilenia, Biraschi Sara, e Berardi Annamaria; dal 2003 arrivano Ponsanesi Diletta, Tenore Cecilia e Vergura Federica; le 2004 sono Ciuffreda Michela, Graniero Giulia, Berchicci Ludovica, Incollingo Francesca e Scrascia Valeria.
Piccole atlete crescono e ne hanno ancora tutto il tempo. Gli imperativi per loro: seguire gli insegnamenti di Mottola e non mollare mai.
Qualche parola per le altre squadre, è il minimo che si possa fare. Di Agnone si è già sottolineata la grande grinta messa in campo, che non è bastata contro una Termoli ben assortita ed organizzata. Venafro Volley e Effe Sport Isernia sono uscite sconfitte dalle semifinali ma, primeggiando nei gironi, hanno guadagnato quell’accesso alla Final Four che era il primo irrinunciabile obiettivo. Le partite ‘secche’ hanno ognuna una distinta storia ed essendo senza appello non di rado lasciano fuori anche formazioni assai meritevoli. Un applauso va dunque a tutte le partecipanti. E’ stata una bella giornata di sport costruita da 4 squadre con tutte le ragazze ed i rispettivi tecnici alla guida, con il dispiacere e con l’esultanza, con le lacrime ed i sorrisi.
Alle prossime.